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Formazione: Aria Nuova

Nelle aziende è un esigenza che ascoltiamo ogni giorno.
Nuove modalità formative, sessioni più animate e coinvolgenti, strumenti multimediali innovativi, outdoor… ma la formazione deve essere anche efficace, anzi più efficace. Occorrono metodologie e contenuti appropriati e liberi da “dogmi formativi”, ampio know-how e grande professionalità. Un esame più attento permette rapidamente di articolare questa esigenza verso istanze più concrete e comprensibili.

Questa esigenza è solitamente più sentita quando l’azienda ha erogato per molti anni e continuativamente corsi di formazione ad un’audience variegata e oramai assuefatta alla sommistrazione periodica di sessioni formative. Aggiornamenti tecnici e normativi sono inevitabili, ma la formazione comportamentale (dopo tanti corsi) si vorrebbe fosse diversa. Questa atteggiamento, a volte, è condiviso anche da certa parte del management. L’azienda ha investito molto nel recente passato e, sebbene sia del tutto consapevole della necessità di erogare formazione comportametale, ora vorrebbe corsi realmente utili (più di prima),  coinvolgenti, ben recipiti dai partecipanti, possibilmente misurabili, pratici, facilmente applicabili, che aumentino anche il senso di appartenenza all’azienda e la competitività dell’organizzazione e dei prodotti verso mercati sempre più saturi. Questa situazione è presente anche in aziende dove la formazione comportamentale non solo non è stata erogata continuativamente per molti anni, ma non lo è stata affatto. La domanda chiave è: cosa accomuna questi atteggiamenti? Qual’è la vera esigenza che chiede di essere soddisfatta? Un po’ di “aria nuova” è gradita da tutti.

Queste brevi considerazioni ci permettono già di individuare le motivazioni e soprattutto gli obbiettivi. La ricerca di Aria  Nuova è in realtà l’espressione di una volontà di fare bene, meglio di prima, più di prima e, in parte e come naturale conseguenza, non come prima. Non solo Aria Nuova ma Aria Buona, perfettamente respirabile e capace di generare un bel respiro corroborante e produttivo.

Questa Aria Nuova che è anche Aria Buona è composta, come detto poco prima, e come emerso dal nostro sondaggio Expotraining da:

  • corsi realmente utili (più di prima)
  • formazione non solo efficace ma anche facilmente applicabile sul campo e ben recepita dai partecipanti, anche con ricorso a metodologie e strumenti nuovi. Preferibilmete misurabile.
  • contenuti pratici con strumenti di supporto all’applicazione sul campo
  • capacità di infondere maggiore senso di appartenenza all’azienda, motivazione e atteggiamenti attivi e distintivi
  • Molto importante: accrescere l’efficienza e la competitività dell’organizzazione e dei prodotti
  • ultimo ma non per importanza: Appropriatezza dei contenuti e dei metodi progettuali agli obbiettivi, ai partecipanti ed all’azienda: la qualità non basta

L’Aria Vecchia era composta da motivazioni qualitative e ambientali, come emerso anche dal nostro sondaggio Expotraining:

  • Sostanziale ripetitività e bassa innovazione
  • contenuti formativi non adeguati e di breve efficacia
  • docenti poco preparati o non capaci di comunicare con la necessaria efficacia
  • situazione e clima aziendale aziendale sfavorevoli
  • settore di appartenenza e contesto competitivo in rapida evoluzione
  • elevato turnover del personale
  • bassa coerenza dei contenuti con la realtà professionale quotidiana dei partecipanti
  • modalità formative già viste e con poca animazione e coinvolgimento

L’Aria Nuova non basta: occorre l’Aria Buona.

La verità è semplice: la formazione giusta non ha bisogno di aiuti teatrali, funziona e basta. Questo non esime dal ricercare modalità formative innovative, ma solo in relazione alla loro efficacia che è, a sua volta, strettamente correlata ad un progetto formativo d’eccellenza. Dove l’eccellenza non è solo nei contenuti ma nell’analisi della situazione con metodologie appropriate che non si accontentino di rilevare le esigenze formative, sottoporle a confronto e redigere un progetto usando “quello che c’è in casa”. La progettazione deve seguire una metodologia che rileva carenze individuali o di gruppo, obbiettivi anche operativi e non solo formativi e  che sappia inserirli nel contesto organizzativo e competitivo dell’azienda nonché nel clima e nell’atteggiamento pratico sottostante. Sappia attuare metodologie formative che non si accontentino di “insegnare coinvolgendo”, ma che accompagnino il discente in un percorso di apprendimento autonomo e per questo molto meno soggetto a resistenze anche inconsapevoli. Solo in questo modo raggiungeremo quell’Appropriatezza indispensabile ad una formazione di successo: la qualità non basta, occorre Appropriatezza di metodi e contenuti. Un investimento in formazione deve poggiare su solide basi metodologiche e disporre di un’ampiezza di contenuti formativi senza “credenze limitatanti” riguardanti un certo metodo o modello formativo. Non solo, chi progetta formazione deve sapere scegliere quale modello formativo, quale formazione, quali contenuti e quali programmi integrativi utilizzare e, se necessario, crearne ex novo. In questa direzione è completamente rivolta la Metodologia NEXT e i programmi Non Solo Aula. Questi rimangono principi irrinunciabili per non trovarsi a desiderare solo Aria Nuova ma soprattutto Aria Buona.

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