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Passione, forza e magia degli errori. I fattori che aiutano la Leadership

Gli errori non vengono solo per aiutarci ad imparare, ma anche per aprire nuove strade fuori dalla nostra vista.

FORMAZIONE MANAGERIALE PER LEADER.
Da quando il concetto di managerialità ha preso corpo nell’ambito dei vari dibattiti e delle esigenze aziendali, la leadership è sempre stata quel requisito “ultimo” verso cui ambire. Ogni giorno, milioni di manager fanno in modo di compiere azioni e assumere atteggiamenti che possano incarnare tale spirito e tale visione. Per raggiungere questi obiettivi si affidano alle loro capacità innate ed a percorsi di formazione manageriale spesso molto differenti tra loro: esiste infatti una pletora di “soluzioni vincenti” e “regole infallibili” tra le quali non è facile orientarsi.

Molte volte, è una vera battaglia contro i mulini a vento e questo non perché la leadership sia un traguardo per pochi, ma più semplicemente perché, alle sue radici, vi sono comportamenti e approcci mentali che non ne favoriscono la percezione da parte degli altri. Solitamente, quando si parla di leadership, si associa tale “status” a concetti come “carisma” “autorevolezza” esempio” ecc.

In linea teorica, questi concetti incarnano le modalità che, in effetti, favoriscono l’instaurarsi di una leadership, ma in quanto teorici non comprendono in modo chiaro ed inequivocabile, tutta una serie di fatti, di situazioni e comportamenti concreti che, nell’ordinario agire di un manager rappresentano molto più dei prezzi da pagare che dei traguardi da raggiungere.

LA MAGIA DELL’ERRORE E LA VERITÀ SULLA LEADERSHIP
Noi non vogliamo compiere lo stesso errore di chi dichiara di possedere la verità sulla leadership, e ne decanta le inafferrabili virtù e i passi infallibili  per conseguirla. Crediamo, invece, nella splendida magia dell’errore umano come viatico necessario per la crescita. Per essere leader, ed essere riconosciuti come tali, occorre accettare la realtà: l’errore non è certo auspicabile, ma è inevitabile. Saperlo interiorizzare ed utilizzare a proprio vantaggio per creare situazioni sempre più vincenti, è un passo necessario verso noi stessi e verso gli altri: la vulnerabilità è un punto di forza irrinunciabile.

  • L’errore come opportunità e come viatico verso il giusto agire.
  • L’errore come “allarme salutare” sulla via delle strategie più premianti.
  • L’errore come contraltare necessario e, sovente, benvenuto rispetto alla “giustezza”.
  • L’errore come evento casuale che apre nuove e imprevedibili prospettive .

Il nuovo manager deve essere una persona prima di tutto consapevole del proprio ruolo e delle implicazioni dello stesso. Queste implicazioni non prevedono solo intuizione formidabile e carisma sopra la media. Riguardano molto le situazioni non chiare, le scelte difficili, gli errori commessi e quelli che si commetteranno. Per questo deve possedere grande capacità di analisi dei fatti e delle situazioni ed intervenire tramite metodi e strategie ben precise, accettando le regole del caso e dell’imprevedibilità: saper rispondere in tempo reale ai cambiamenti, e ad eventi inattesi, richiede la stessa abilità e la stessa prontezza e la stessa metodologia necessarie a rispondere in tempo reale ad errori imprevedibili. In altre parole: il cambiamento non ha una struttura differente dall’errore. Il metodo e la costanza sono i fattori concreti dai quali passano quelle centinaia di comportamenti quotidiani che, se ben indirizzati, aumentano le probabilità di avere quell’autorevolezza che, altrimenti, rimarrebbe cosa effimera ed aleatoria.

In questo senso e in questi ambiti, l’errore è fattore indispensabile di cui tener conto e accadimento quasi inevitabile per capire cosa, delle varie strategie implementate, va cambiato. Molte volte, l’errore non è ostativo del risultato, anche perché, se accettiamo, così come stimoliamo, la logica dell’instaurazione di strategie variegate, l’errore si nasconde necessariamente all’interno di esse. In tali contesti, l’errore non consiste nel non raggiungere un risultato, ma nel farlo in tempi più lunghi di quelli potenziali, o nell’ottenere un risultato inferiore a quello che si sarebbe potuto conseguire.

ANALISI, INTERVENTO E MONITORAGGIO.
È questo il trittico da cui partiamo ed è all’interno di questi parametri che studiamo ed implementiamo comportamenti concreti che viaggiano verso quei traguardi ambiziosi che ogni manager ed ogni leader ambiscono.

  • Analisi significa analisi dei propri comportamenti e di quelli altrui, anche di quelli errati. Significa capacità di compiere analisi dei bisogni di clienti interni ed esterni tramite strumenti comunicativi ben precisi, dove il mutare del quadro generale e di dettaglio è cosa normale.
  • Intervento significa pianificare strategie di azione a supporto dell’analisi effettuata e farlo tramite strumenti pragmatici con metodo operativo.
  • Ed infine, Monitorare significa implementare strumenti che permettano a tutti di valutare in modo inequivocabile lo status quo e i suoi scostamenti rispetto agli obiettivi.

Alla base di tutto ciò ci sono azioni, strategie, errori e capacità di coglierli ed analizzarli.  La leadership, per noi, è nel fatto che se paghi i prezzi relativi al ruolo che ti sei scelto, è probabile che tu possa essere un leader: la leadership è anche conseguenza del fatto che sei stato capace di pagarne i prezzi, di affrontare sacrifici concreti e alla portata di tutti. E vogliamo dimostrarlo con questo programma formativo.

Informazioni: info@tecnichedivendita.com – Tel. 02 9370 907.

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