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Barcellona Milan 4-0, Inter Tottenham 4-1: cosa possiamo imparare?

Accantonate eventuali giudizi da tifosi e facili battute, stiamo per affrontare un argomento molto delicato quanto importante per ogni attività sportiva e professionale.  Premessa per chi non fosse al corrente degli eventi calcistici: diciamo subito che stiamo parlando di quattro grandi team e di investimenti stellari. Il Barcellona è considerata da molti la squadra attualmente (e forse di tutti i tempi) più forte al mondo e con budget di centinaia di milioni di Euro. Il Milan non è da meno ed oltre ad aver conquistato numerosi trofei vanta un vasto pubblico in Italia e nel Mondo. Lo stesso vale per L’Inter (o Internazionale). Il Tottenham è una storica del campionato inglese ed è considerata tra le più forti nel torneo UEFA Europa League il cui motto è Audere est Facere che potremmo tradurre in Osare è Fare o anche il Coraggio è Fare. Un motto di grande impatto che condividiamo pienamente.

Detto questo, ciò che ci interessa davvero comprendere e… apprendere è: cosa ha influito su questi risultati, entrambi sorprendenti, seppure con differenti motivazioni? Possiamo trasferire in modo utile nella nostra vita professionale e privata questa esperienza collettiva? Dimenticate o accantonate subito differenze riguardanti le caratteristiche dei giocatori, il loro stato di forma ed altri aspetti qualitativi: sono rimasti sostanzialmente invariati in tutte le partite. Le differenze chiave sono nelle partite di andata, ovvero nelle partite precedenti: il Milan vinse a Milano 2-0, mentre l’Inter perse a Tottenham 3-0. Chi abbia seguito gli eventi sa che entrambi i risultati “erano nell’aria”. Sebbene il Barcellona fosse reputato di gran lunga superiore al Milan come qualità dei giocatori e del gioco, la vigilia lasciava presupporre una grande partita e aiutava inspiegabilmente la fiducia nel risultato da parte dei tifosi Milanisti. In casa Barcellona aleggiava una strana aria preoccupata e di sfiducia, in parte giustificata da recenti risultati non brillanti. Lo stesso contesto, capovolto, era nelle sensazioni degli Interisti: seppure aiutati anch’essi da recenti risultati non brillanti, si poteva prevedere un risultato non esaltante in casa del Tottenham ma non vi era giustificata ragione per presumere un tracollo per 3-0. Buon ultimo, il Tottenham sprizzava voglia di vincere e fiducia. Nelle partite successive tutto si è rovesciato, anche qui senza apparenti ragioni razionali: stesse le quadre e quasi tutti i protagonisti, unico elemento importante l’assenza di Gareth Bale nel Tottenham, ma comunque non tale da spiegare una partita persa 4-1 dove l’Inter ha avuto occasioni da rete per arrivare serenamente a 6 goal.

Possiamo immaginare che molti avranno opinioni differenti e vorranno annotare dettagli che non abbiamo considerato, come la differenza tra i due tornei, Europa e Champions League, oppure le differenti disposizioni tattiche applicate dagli allenatori, ecc. Ma sono stati elementi davvero determinanti? Proviamo a focalizzare l’attenzione su un fatto semplice quanto evidente a tutti e che esponiamo in forma di domanda: come sono entrate in campo le squadre nelle rispettive partite? Più precisamente: qual’è stato l’atteggiamento di ciascuna squadra e ciascun giocatore in ciascuna partita? Avrebbero potuto davvero fare la differenza disposizioni tattiche diverse?  Non possiamo saperlo, ma non sono forse state anch’esse figlie di un atteggiamento generale acquisito delle squadre, allenatore compreso, e non viceversa? (Continua)

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