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Imparare, è davvero tanto noioso?

Micro-learning, bite-learning, smart-pill, ma è ancora “learning”?
Programmi sempre più sottili e frammentati, sembrano progettati per non disturbare troppo. Cosa rimane di tutta questa frammentazione? Chi saprà ricomporre la storia, il percorso di apprendimento nella sua fluidità, coerenza e struttura?

La soluzione a problemi di tempo e disponibilità ad apprendere sembra essere quella di accorciare sempre di più, di trovare nuove scorciatoie. Siamo certi che siano coerenti con il processo di apprendimento umano? Davvero “ingaggiano”?

Fatte le dovute eccezioni dove il formato “micro” è necessario, le motivazioni chiave per l’uso di “micro-learning” riguardano l’esigenza di contenuti formativi rapidi, semplici, efficaci e fruibili ovunque. Diciamo subito (e non per provocare) che anche un buon libro rispetta queste prerogative, nessuno è obbligato a leggerlo tutto d’un fiato, lo porti dove vuoi e ti può coinvolgere moltissimo.

Quando poi parliamo di e-learning o di formazione collaborativa, la situazione diventa molto più ricca e fruibile. Un buon corso di e-learning ad esempio, è già suddiviso in lezioni “micro”; ti permette di seguire un percorso guidato e organico efficace; puoi rivedere quello che vuoi quando vuoi; puoi fruirlo in modalità mobile ovunque; puoi accedere a risorse e approfondimenti; puoi condividere tutto con gli altri, puoi comunicare, ecc.

Provate ora a pensare a qualcosa che avete imparato e vi sia rimasto come un sapere o una capacità preziosa, ad esempio uno sport, un’abilità professionale, ecc.. Ricordate come lo avete appreso? Probabilmente non è stato un frammento. Probabilmente è stato un percorso fatto di correzioni e affinamenti, di scoperte e di esperienze. Qualcosa che avete vissuto interiormente. Qualcosa che vi ha aiutato e, forse, cambiato: questa è la formazione; questo è il processo di apprendimento umano. Tentare di modificarlo non aiuta, non serve.

Il nostro modo di apprendere non è un vezzo o una perdita di tempo. Non possiamo opporci ai normali processi intellettuali ed esperienziali, alla normale attività sociale e di relazione che ogni essere umano vive e deve vivere per procedere nel suo percorso di crescita personale e miglioramento professionale.  Non avete tempo? Usate quello che avete in modo più proficuo, le scorciatoie dopo un po’ annoiano.

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